Cos’è il DVB-T2 e come funziona il nuovo digitale terrestre?

Seguendo le direttive della Commissione Europea l’Italia come gli altri paesi comunitari, dopo il recente passaggio dalla televisione analogica al digitale terrestre, dovrà adottare il DVB-T2, per permettere la recezione del segnale dei programmi in TV, in caso contrario non sarà possibile assistere alle trasmissioni televisive.

Il DVB-T2 abbinato al codec HEVC, che inizierà ad entrare in funzione entro il 2020, con possibili proroghe al 2022, non è altro che un’ulteriore estensione dell’attuale trasmissione digitale, ovvero il BVB-T, grazie al quale possiamo assistere ai nostri programmi preferiti.

Questa rivoluzione avverrà in modo progressivo ed in tempi non brevi, interesserà gradualmente le diverse regioni con tempistiche varie.

A partire dal 30 giugno del 2022 sarà possibile vedere i programmi in TV solo se si hanno a disposizione dei televisori o decoder in grado di supportare il DVB-T2 ed il codec HEVC (High Efficiency Video Coding) a 10 bit.

La sigla HEVC sta ad indicare uno standard di compressione video di nuova generazione, il suo innovativo algoritmo raddoppia il rapporto della compressione rispetto al precedente senza perdita di qualità, anzi offrendo un migliore video ed audio ad alta risoluzione.

Il risultato è un passo avanti con la tecnologia mobile di ultima generazione, che andrà ad inserirsi nelle precedenti frequenze della banda a 700 Mhz, che saranno libere ed a disposizione delle future infrastrutture di trasmissione mobile, quali smartphone o tablet.

Le emittenti televisive dovranno utilizzare bande diverse per trasmettere ed offrire delle soluzioni più efficienti che saranno in grado di fornire un’ottima visibilità ed un impeccabile audio.

I nuovi standard di trasmissione del segnale hanno bisogno di un numero ridotto di frequenze, ma allo stesso tempo saranno in grado di offrire una quantità più grande ed avanzata di contenuti.

Di conseguenza anche le aziende produttrici saranno obbligate ad usare solo sintonizzatori digitali che ricevono in DVB-T2, trasmettere in un primo tempo in Mpeg4 e successivamente in HEVC, in commercio saranno disponibili sono questi tipi.

Anche se in effetti molti grandi marchi di elettrodomestici hanno già provveduto fin dal 2016 ad adeguare i loro apparecchi, anticipando così la legge del 2017 che impone alle case costruttrici di immettere sul mercato solo prodotti in grado di ricevere DVB-T2 e HEVC.

Le differenza tra i sistema digitale odierno ed il DVB-T2 sono notevoli, mentre oggi con il multiplex, meglio conosciuto con la sigla MUX, è possibile accedere a circa 5/6 canali in qualità standard o in alternativa al massimo a 2 canali HD 720p.

Con l’introduzione progressiva del nuovo sistema al codec H264 sarà possibile vedere 4 canali HD 720p, con la successiva transizione con il codec H. 265 ovvero HEVC il numero dei canali arriverebbe a quota 5 in Full HD o in 11 in HD 720p o 1080 i.

Le migliori risoluzioni HEVC sono quelle con tecnologia a 10 bit, il problema non sussiste per gli apparecchi già datati.

Però la maggior parte dei televisori usano il formato 8 bit, da qui nasce il reale problema di recezione di pochi canali, quindi per poter usufruire a pieno dell’intero menù, sarà necessario l’acquisto di un nuovo decoder.